NOTA BIBLIOGRAFICA GENERALE
 

PREMESSA

La composìzione di una storia della musica parmense è il risultato di esperienze librarie musicali assai articolate. La nota che segue è invece necessariamente limitata; essa costituisce, ripercorrendo la traccia diacronica degli avvenimenti, una guida selezionata non esaustiva. Il lettore interessato troverà altre informazioni di volta in volta nelle note o negli apparati critici dei testi quì avanti indicati. Inutile citare analiticamente le grandi pubblicazioni musicali, che il conoscitore deve avere presenti, e nelle quali si incontrano schegge di notizie e commentì su uomìni o temi della musica parmense: voglio dire ad esempio cataloghi o bibliografie come il SARTORI per la musica strumentale o l'editoria o i libretti d'opera, il BROWN per le cinquecentine strumentali, le varie edizioni dei VOGEL per le stampe di musica vocale profana, alcune delle serie del RISM Répertoire International des Sources Musicales; e dizionari od enciclopedie moderne, da Die Musik in Geschichte und Gegenwart, al New Grove Dictionary of Music and Musicians, dalla Ricordi-Rizzoli alla U.T.E.T., la cui nuova edizione è in corso di stampa; ed i migliori testi di storia della musica, naturalmente.
 

BIBLIOGRAFIA

Anche una bibliografia musicale parmense deve cominciare con la menzione di classici lavori di carattere generale: I. AFFÒ, Memorie degli Scrittori e Letterati Parmigiani, Parma 1789-1797; A. PEZZANA, [Continuazione delle] Memorie degli Scrittori e Letterati Parmigiani, Parma 1825-33; e per una prospettiva aggiornata dei problemi si può consultare Le corti farnesiane di Parma e Piacenza (1545-1622), 2 voll. a cura di M. Romani ed A. Quondam, Roma 1978. Fondamentale resta comunque la consultazione di F. DA MARETO, Bibliografia generale delle antiche provincie parmensi, 2 voll. Parma 1973.
Libri sul tema specifico, con esposizioni di prospettiva lunga: P. BETTOLI, I nostri fasti musicali. Dizionario biografico, Parma 1875; l'ampio e frequentatissimo P.E. FERRARI, Spettacoli drammatico-musicali coreografici in Parma dall'anno 1628 all'anno 1883, Parma 1884; l'affettuosa rassegna di C. ALCARI, Parma nella musica, Parma 1931; ed il basilare N. PELICELLI, Musicisti in Parma, «Note d'Archivio» VIII-XIII (1931-36), raccolto anche in estratto come Storia della Musica in Parma dal 1400 al 1860, Parma 1936.
Vanno altresì rammentate fonti della specie di G. GERVASONI, Nuova teoria di musica ricavata dall'odierna pratica, Parma 1812.
Non può essere infine taciuta la testimonianza multiforme continuamente portata dalla «Gazzetta di Parma», un foglio che rimane una fonte importante per la musica ed i suoi casi, solo parzialmente utilizzata finora.

Le pagine di Salimbene si leggono in Cronica, a cura di G. Scalia, Bari 1966; la cornice storica si ricava per esempio da G. CATTIN, Il Medioevo (Storia della Musica a cura della Società Italiana di Musicologia, I. 2), Torino 1979.
Sui canti di tradizione gregoriana e i saggi di polifonía primitiva sono da leggere due contributi di G. MASSERA, Musiche gregoriane manoscritte di guardia al codice di Burcardo, «Aurea Parma», XLVII (1963), e Di alcuni canti sacri a due voci nei Corali del Duomo di Parma, ivi, XLVIII (1964); inoltre P. CESCHI LAVAGETTO, Libri da coro, in L'abbazia benedettina di San Giovanni Evangelista a Parma, Parma 1979.
Per Giorgio Anselmi v'è l'edizione del De Musica, a cura di G. Massera, Firenze 1961, con istruttiva prefazione, in cui sono riassunti studi parziali di Massera già editi, e commento critico.
Sui primi indizi di attività didattica musicale L. PARIGI, Una «Schola cantorum» quattro-cinquecentesca nel Duomo di Parma, «La Rassegna musícale», XXV (1955), e G. MASSERA, Nicolò Burzio di Parma trattatista e guardacoro, «Aurea Parma», XLIX (1965).
Sulla dispersione dei fondi musicali si veda A. FURLOTTI, Le tre Cappelle di Parma, «La Scala», n. 36 (1952); sui rarissimi cimeli quattrocenteschi superstiti, almeno H. BESSELER, Studien zur Musik des Mittelalters, I, Neue Quellen des 14. und beginnenden 15. Jahrhunderts, «Archiv ffir Musikwissenschaft», VII (1925), per il codice arsnovistico, e K. JEPPESEN, La Frottola, II, Kopenbagen 1969, per il manoscritto con musica di Gaffurio, con una trascrizione di Allustrissimo Marchese».
Dei Burzio, G. Massera ha curato l'edizione di Florum libellus, Firenze 1975, dotandola della consueta valida prefazione, e di commento critico.

Per la vita e l'organizzazione musicale ecclesiale cínquecentesca valgono i citati Nestore Pelicelli e ancora Giuseppe Massera. Le Scintille di Lafranco ed il Ragionamento di Ponzio si possono leggere in edizione anastatica, Bologna 1970 e Kassel 1959. rispettivamente.
Sulla cultura ed i musicisti del magnifico decollo avvenuto nel secolo XVI vi sono studi determinati. Esemplare è J. A. OWENS, Cipriano de Rore a Parma (1560-1565). Nuovi documenti, «Rivista Italiana di Musicologia», XI (1976), da inquadrare nel grande disegno di A. EINSTEIN, The Italian Madrigal, 3 voll., Princeton 1949 (2' ed. 1971). Dalla notevole bíbliografia su Merulo cito l'iniziatore A. CATELANI, Memorie della vita e delle opere dì Claudìo Merulo, «Gazzetta Musicale» 1860 (revisione di G. Benvenuti, «Bollettino Bibliografico Musicale», V-VI [1930-311), il grande compendio bio-bibliografico di L.H. DEBES, Die musíkalische Werke von Claudio Merulo, Wúrzburg 1964, ed il mio contributo particolare C. Merulo a Parma, in Parma - Conservatorio di Musica «Studi e Ricerche», Parma 1973.
Inoltre vanno rammentati alcuni pregevoli lavori monografici: la tesi di laurea inedita di A. ARCANGELI, «Il primo libro de balli» di Giorgio Mainerio, Università di Bologna, anno accademico 1982-83; H. OSTHOFF, Der Lautenist Santino Garsi da Parma, Leipzig 1926 (2' ed. riveduta, 1973). Non dimenticare Piacenza e i suoi musici: F. Bussi, Alcuni maestri di cappella e organisti nella Cattedrale di Piacenza, Piacenza 1956; e si tengano presenti gli altri lavori del medesimo storico piacentino su aspetti della vita musicale della sua città.

Riguardo al secolo XVII, i singoli artisti della realtà parmigiana sono nominati ed illustrati ancora nel lavoro comprensivo del Pelicelli; ed alcune necessarie correzioni di dati biografici si trovano nella più recente lessicografia. Sul Marazzoli si veda S. REINER, Collaboration in «Chi soffre speri», «The Music Review», XXII (1961), e W. WITZENMANN, Autographe Marco Marazzolis in der Biblioteca Vaticana, «Analecta Musicologica» 7 (1969) e 9 (1970); sul Sacrati, almeno L. BIANCONi-T. WAKEP, Dalla «Finta pazza» alla « Veremonda».- storie di Febiarmonici, «Rivista Italiana di Musicologia», X (1975). Manca invece uno studio sistematico, che risulterebbe probabilmente assai vantaggioso, su tecnica e contenuto delle dediche dei libri musicali a stampa.
La più grande attenzione dei ricercatori s'è rivolta al teatro secentesco di Parma. Alcune fonti originali sono state citate nel corso del racconto storico. Sono da rammentare qui L. BALESTRIERI, Feste e spettacoli alla corte dei Farnese, Parma 1909 (2a ed. 1981), che è lavoro mirato; più generale lo studio di C. MOLINARI, Le Nozze deglì Deì. Un saggìo sul grande spettacolo italiano nel Seicento, Roma 1968. Per il fatidico 1628: S. REINFR, Preparations in Parma - 1618, 1627-28, «The Music Review», XXV (1964); e la brillante tesi di laurea inedita di M.G. BORAZZO, Musica, scenotecnica, illusione nel grande apparato farnesiano del 1628 a Parma, Università di Parma, anno accad, 1981-82; si può leggere anche G. MASSERA, Meccanica musica idraulica nella festa farnesiana del 1628, «Aurea Parma», LXIII (1979). Sui singoli maestri si veda: C. GALLICO. Monteverdi. Poesia musicale, teatro, musica sacra, Torino 1979; e D. DE PAOLI, C. Monteverdi: Lettere dediche e prefazioni, Roma 1973 (si attende tuttavia ancora la edizione critica di quel mirabile epistolario). Ed inoltre P. PETROBELLI, Francesco Manelli: documenti e osservazioni, «Chigiana», XXIV (1967). Per il caso Sabadini, esemplare del fenomeno di migrazioni e trasformazioni operistiche, L. BIANCONI, «L'Ercole in Rialto», in Venezia e il melodramma nel Seicento, Firenze 1976 (Bianconi autore del brillante manuale Il Seicento, Torino 1982), e C. SARTORI, Bernardo Sabadini smascherato, «Nuova Rivista Musicale Italiana», XI (1977).

Su la vita musicale e teatrale, e su l'opera nel Settecento risulta assai ricco e stimolante il volume collettivo Musica e spettacolo a Parma nel Settecento, a cura di N. Albarosa e R. Di Benedetto, Parma 1984, in cui sono raccolti i contributi multidiscíplinari portati al Congresso internazionale indetto nel 1979 dall'Istituto di Musicologia dell'Università diretto da C. Gallico: lavori concentrici di Gallico stesso e di M. Mamiani, E. Bonora, M. Mussini, I. Quattromini, F. Lippmann, M. Conati, M. Dall'Acqua, G. Gronda, D. Goldin, R. Di Benedetto, G.N. Vetro, G. Pestelli, K. Hortschansky, G.P. Minardi, G. Marchesi, M. Pozzi, L. Inzaghi, A. Talmelli, F. Degrada; fra questi studiosi v'è il fior fiore dei ricercatori della scuola parmigiana attuale. Sotto l'impulso di quell'iniziativa è proseguita una serie di ricerche settecentesche, che stanno per vedere la luce. E non può non essere rammentato inoltre il classico studio di H. BÉDARIDA, Parme et la France de 1748 à 1789, Paris 1927.
Su Frugoni e la 'riforma' vanno indicati in particolare i tre contributi negli Atti del Convegno sul Settecento parmense nel 2" centenarìo della morte dì C.I. Frugoni, svolto nel 1968, Parma 1969: C. GALLICO, Note sul melodramma settecentesco: poetica e morfologia; D. HEARTZ, Operatic Reform at Parma: «Ippolito ed Aricia»; G. MARCHESI, Due momenti iniziali della librettistica di Frugoni; «Il trionfo di Camilla» (1725) - «Medo» (1728). Sullo stesso tema, le due tesi di laurea inedite di M.C. BRANDONISIO, Momenti ed aspetti della «riforma» del melodramma settecentesco alla corte di Parma (1758-1761), Università di Parma, a.a. 1966-67, e di R. CAMPARI, Lettura comparata di «Castor et Pollux» di G. Bernard-J.-Ph. Rameau e di «I Tindaridi» di C.I. Frugoni-T. Traetta, ivi, a.a. 1978-79; e G. MASSERA, L'incontro Traetta-Frugoni: riforma o novità?, in I Teatri di Parma «dal Farnese al Regio», Milano 1969. Questo ultimo volume collettivo porta un numero di contributi importanti, sui quali si dovrà ritornare.

Per singoli musicisti e casi del secolo XVIII - Fortunati, Sarti, Mozart e la Agujari, Rolla - vi sono contributi in Musica e spettacolo a Parma nel Settecento, cit. E si possono rammentare inoltre H. BÉDARIDA, J.S. Mangot à Parme, Paris 1925; C. ALCARI, Il soggiorno di Mozart a Parma, Parma 1932. Fra i due secoli, e nel primo mezzo del XIX, L. INZAGHI-L.A. BIANCHI, Alessandro Rolla, con catalogo tematico, Milano 1981; G. TEBALDINI, Ferdinando Paër, «Aurea Parma», Il (1939), G.P. MINARDI, F. Paër nel secondo centenario della nascita, «Archivio storico per le Provincie Parmensi», XXIII (1971). Per Robuschi anche il programma per il concerto storico a Colorno, 1985, in occasione del restauro dell'organo Serassi di S. Liborio, con il Pianto di Maria Vergine restituito e diretto da C. Gallico.
Per Maria Luigia musicista ed animatrice musicale una messa a fuoco si legge nel collettivo F. Simonis maestro della Cappella ducale primo Direttore del Conservatorio, Parma 1978: musiche inedite a cura di P. Guarino, e due studi di C. Gallico e G.P. Minardi.

Infine i grandi temi, verso i giorni nostri. Riguardo all'organismo orchestrale ed a Paganini, buoni elementi si trovano nell'articolo di G. MARCHESI-M. PAVARANI, L'Orchestra ducale, in I Teatri di Parma, cit. Per Paganini, oltre alla biografia e saggistica generale, si legga N. PELICELLI, Parma e N. Paganini, Parma 1935, e G. DREI, N. Paganini a Parma, «Aurea Parma», XXIV (1940). Spicca ora la lodevole ricerca collettiva Orchestre in Emilia-Romagna nell'Ottocento e Novecento, a cura di M. Conati e M. Pavarani, Parma 1982; e specialmente, oltre all'Introduzione di Conati, gli studi di G.P. MINARDI su L'orchestra a Parma. Un prestigio europeo e il suo progressivo declino, di M. DALL'ACQUA su Paganini e l'Orchestra Ducale di Parma. Protagonisti e vicende di una riforma musicale fra potere, burocrazia e tradizione, di J. GROSSI su Vita, avventure e morte della Filarmonica bussetana, e ancora di MINARDI L'Orchestra Sinfonica dell'Emifia-Romagna «Arturo Toscanini».- un'orchestra per la regione.

Sul teatro e i teatri il numero degli apporti è alto, con vario tono. Alle origini del Nuovo Teatro Ducale: Monumenti e Munificenze di Sua Maestà la Principessa Imperiale Maria Luigia, Arciduchessa d'Austria, Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma 1845; e poi P. GRAZIOLI, Restaurazione e riabbellimento del Teatro Reale di Parma eseguiti nell'anno 1853, Parma 1853. Resoconti degli eventi teatrali in A. STOCCHI, Diario del Teatro Ducale di Parma dal 1829 al 1840, Parma 1841; l'argomento è molto più estesamente illustrato nella citata rassegna di P.E. Ferrari, che abbraccia il periodo 1628-1883; sommario in M. CORRADI CERVI, La cronologia degli spettacoli dal 1688 al 1968, in I Teatri di Parma, cit. Vedi M. FERRARINI, Parma teatrale ottocentesca, Parma 1946. Nel volume I Teatri di Parma, cit., figurano contributi di qualità, fra i quali è gustoso, ma non privo di inesattezze, P.M. PAOLETTI, I 140 anni del Teatro Regio. Lodevole il compendio formato nella tesi di laurea inedita di A. PAGLIARI, Progetto istituzione e primi anni del Teatro Regio, Università di Parma, a.a. 1977-78. Sussidio finalmente totalizzante ed accurato sono le recenti pubblicazioni del Teatro Regio-Città di Parma, ed in particolare quelle edite per solennizzare il 150" anniversario della inaugurazione: Cronologia degli spettacoli lirici in tre volumi più uno di indici, a cura di V. Cervetti, C. Dei Monte, V. Segreto, Parma 1979-82. L'iniziativa prosegue con periodìcità regolare. Sui lavori strutturali in corso è apparso un fascicolo fotografico del periodico Cultura & Teatro, n. 35, dicembre 1984.
Le altre sedi teatrali della storia parmense sono descritte da L. GAMBARA, I Teatri minori, in I Teatri di Parma, cit.; si veda inoltre C. ALCARI, Cinquant'anni di vita del Teatro Reynach (1871-1921), Parma 1921, M. FERRARINI, Dei Teatri San Giovanni e Campanini e di altri teatri minori parmensi nel secolo XIX, «Aurea Parma», XXX (1946).
Vita di scuola, Conservatorio di musica, artisti da esso fioriti o ad esso in vario modo collegati. Sono da rammentare, per la storia dell'istituzione: G. DACCI, Cenni storici e statistici intorno alla R. Scuola di Musica in Parma, Parma 1888, G. GASPERINI, Il R. Conservatorio di Musica di Parma. Cenni di storia e di statistica, Parma 1913, A. FURLOTTI, Il Reale Conservatorio di Musica «Arrigo Boito» di Parma, Firenze 1943; o anche L. GAMBARA, Il conservatorio di musica «A. Boito» di Parma, Parma 1958. Va citato inoltre il ricco volume collettivo Parma - Conservatorio di Musica «Studi e Ricerche» (Pubblicazioni del Conservatorio di Musica di Parma, n. 1), a cura di G. Piamonte e G.N. Vetro, Parma 1973, e di questo i contributi in particolare di M. Dall'Acqua su Evoluzione artistico-culturale dell'antico Convento del Carmine, di G.N. Vetro su L'istruzione musicale nel Ducato di Parma, di G. Piamonte su L'istituto dall'Unità d'Italia a oggi, di M. Conati su Arrigo Boito direttore onorario del Conservatorio.

Nel medesimo volume del 1973 la ricerca di G. Marchesi su La presenza di Verdi costituisce il nucleo di quello studio fondamentale dello stesso Marchesi, che apparirà tre anni dopo: Giuseppe Verdi e il Conservatorio di Parma (1836-1901), Parma 1976, copiosamente documentato. Ma la bibliografia verdiana è naturalmente vastissima, ed il soggetto capillarmente diffuso: anche soltanto nel rapporto con Parma. Scegliere è arduo. Per restare nel seminato, integra il paesaggio della giovinezza del maestro il gustoso volume di G. MARCHESI, Verdi merli e cucù, condotto su documenti ritrovati da G.N. Vetro, Busseto 1979; e ancora C. MINGARDI, Con Verdi in casa Barezzi, Busseto 1985. Sui rapporti con il Teatro di Parma si veda l'ampio studio di M. CONATI, Verdi e il Teatro Regio di Parma, in Omaggio al Regio nel 150o anniversario dell'apertura, «Teatro Regio - Città di Parma», n. 6/7, (stagione lirica 1979-80); ed anche l'articolo di P.M. Paoletti I 140 anni del Teatro Regio, cit. Sotto il profilo critico e storico il mio cenno Programmi di ricerca sulla giovinezza di Verdi, «Teatro Regio-Città di Parma», n. 10 (stagione lirica 1981-82).
Del parmigiano Istituto di Studi Verdiani, sotto la direzione di Mario Medici prima, e di Pierluigi Petrobelli poi, si contano prestigiose pubblicazioni. I consistenti volumi del «Bollettino» dal 1960 al 1982, ed in continuazione; le raccolte di «Atti» di congressi internazionali, 1966, 1969, 1972 e via via, ove sono presenti anche spunti specificamente parmensi, come esemplare L. MAGNANI, L'«ignoranza musicale» di Verdi e la biblioteca di Sant'Agata, «Atti del Ill' Congresso - Milano 1972», Parma 1974; la rivista «Studi verdiani» dal 1982; il Carteggio Verdi Boito, a cura di M. Medici e M. Conati, 2 voll., Parma 1978; ed altri volumi occasionali, cataloghi di mostre, contributi critici in occasione di produzioni verdiane, e così via.
Della serie Le Opere di Giuseppe Verdi in edizione critica, The University of Chicago Press-Ricordi Milano, sono apparsi finora Rigoletto, a cura di M. Chusid, 1983, ed Ernani, a cura di C. Gallico, 1985.
Anche la pubblicistica su Toscanini e la sua città natale è molto ramificata, prevalentemente aneddotica. Prendiamo Arturo Toscanini. Parma nel centenario della nascita, a cura di C. Allodi, Parma 1967. Più determinato G. MASSERA, A. Toscanini alunno alla Scuola del Carmine, in Parma - Conservatorio di Musica «Studi e ricerche», cit.; su questo tema è definitivo G.N. VETRO, Arturo Toscanìni alla R. Scuola del Carmine in Parma (1876-85), Parma 1974.
Su Pizzetti, G.P. MINARDI, «Caro Conservatorio del Carmine», in Parma- Conservatorio di Musica «Studi e ricerche», cit.; una discreta raccolta di scorci pizzettiani in «Teatro Regio-Città di Parma», n. 8 (stagione 1980), con contributi di E. Bioli, G.N. Vetro, G. Marchetti, M. Medici, G. Marchesi, M. Modugno; fondamentale Ildebrando Pizzetti. Cronologia e Bibliografia, a cura di B. Pizzetti, Parma 1980.