Centro studi per la stagione dei movimenti 

via Testi, 4 - 43100 Parma
e-mail: csm.parma@libero.it

   

Centro studi per la stagione dei movimenti di Parma

 

1. L’associazione

Nata per iniziativa del gruppo di giovani studiosi autori del volume Parma dentro la rivolta. Tradizione e radicalità nelle lotte sociali e politiche di una città dell'Emilia rossa 1968/1969 (Punto rosso, Milano 2000), l’associazione Centro studi per la stagione dei movimenti, già dall’ottobre 2000, è impegnata nella raccolta e nel riordino di fondi documentari, al fine di renderli consultabili a studenti, insegnanti, ricercatori e a chiunque sia interessato alla storia degli anni Sessanta e Settanta.

Scopo dell’associazione è quello di promuovere l’analisi e la ricerca sulla “stagione dei movimenti”, attraverso l’organizzazione di incontri di studio, pubblicazioni e attività didattiche, che possano agevolare la comprensione di questa fase così complessa della storia dell’Italia repubblicana, anche in collaborazione con gli archivi, le biblioteche e le istituzioni culturali che già operano nella provincia.

Già da diversi anni, una tendenza storiografica ben affermata propone anche in Italia, non senza difficoltà, lo studio degli anni Settanta come terreno di interpretazione storica. Il tentativo è di andare oltre il giogo delle definizioni giornalistiche o memorialistiche che, finora, hanno avuto gioco facile nel concentrare uno dei decenni più intensi e complessi della storia repubblicana in poche e riduttive formule ad effetto (come “anni di piombo”) oppure nel relegarlo nell’indifferenza e nell’oblio.

Inoltre, anche la storiografia italiana ha ormai riconosciuto la valenza e l’utilità delle “nuove fonti” per lo studio della storia contemporanea: per molti storici cinema, musica, arti figurative, teatro o letteratura non sono più campi del sapere confinati nella propria torre d’avorio ma un patrimonio prezioso per la comprensione della società e delle sue trasformazioni. Il Centro studi per la stagione dei movimenti di Parma nasce per contribuire a questa tendenza e radicarla anche nel contesto locale.

Dall’ottobre 2001 il Centro è iscritto all’Albo provinciale dell’associazionismo e dall’aprile 2002 è convenzionato con il Comune di Parma per la conservazione del materiale documentario e la promozione di iniziative culturali.

 

2. Sede e orari

Via Testi 4 a Parma.

Orario al pubblico: martedì e giovedì, 9.00 - 13.00.

Consultazione dell’archivio su appuntamento.

Per informazioni: csm.parma@libero.it

 

3. Iniziative culturali

L’associazione ha organizzato diversi momenti di dibattito e ricerca:

La Resistenza contesa. Memorie e rappresentazioni dell'antifascismo nei manifesti politici degli anni Settanta, seminario di studi (Parma, 5 ottobre 2002);

Memorie d’agosto. Le barricate antifasciste nell’Italia repubblicana, seminario di studi (Parma, 7 dicembre 2002);

I fazzoletti delle madri. Il dramma dei desaparecidos e la lotta delle Madres de Plaza de Mayo, incontro-dibattito (Parma, 12 aprile 2003).

• Ha inoltre collaborato alla pubblicazione del volume di Nanni Balestrini, Parma 1922. Una resistenza antifascista (a cura di Margherita Becchetti, Giovanni Ronchini e Andrea Zini, DeriveApprodi, Roma 2002).

 

4. Archivio e biblioteca

Il materiale posseduto è composto da fonti documentarie estremamente eterogenee nelle loro forme (manifesti, volantini, opuscoli, bollettini, appunti, corrispondenze, fotografie, cassette audio, filmati, etc.). Complessivamente si dispone di 26 fondi, bibliografici e archivistici, e di circa duecento testate di periodici cessati e correnti.

I documenti conservati, frutto di donazioni dei protagonisti della “stagione dei movimenti” appartenenti a differenti realtà politiche e culturali, sono compresi in un arco cronologico che parte dalla seconda metà degli anni Sessanta fino ad arrivare ai primi anni Novanta.

La documentazione stessa presenta tipologie diverse a seconda dell’origine. Tra i documenti del fondo “M. Giuffredi”, ad esempio, prevale il materiale politico e organizzativo dei gruppi della nuova sinistra parmense, soprattutto Manifesto e Pdup, unitamente ad un corposo numero di manifesti politici; nei fondi “P. Bocelli”, “G. Dall’Aglio”, “T. Rocchetta” e “F. Sciacco” e altri che si occuparono di teatro, si trovano programmi, locandine, copioni di spettacoli dell’attività del Centro universitario teatrale, della Compagnia del collettivo e del Festival internazionale del teatro universitario di Parma; il fondo “Bianchi Bussoni” si compone soprattutto di riviste, volantini e giornali murali dell’area operaista e dell’autonomia.

Attualmente, l’archivio conserva i seguenti fondi:

  1. Fondo “Giancarlo Ablondi”
  2. Fondo “Claudio Becchetti”
  3. Fondo “Laura Benassi”
  4. Fondo “Sergio Bianchi - Ilaria Bussoni”
  5. Fondo “Giovanni Bocchi”
  6. Fondo “Paolo Bocelli”
  7. Fondo “Umberto Bonomini”
  8. Fondo “Marco Buttafuoco”
  9. Fondo “Gianni Caligaris - Alfazeta”
  10. Fondo “Giacomo Conserva”
  11. Fondo “Gianna Costetti”
  12. Fondo “Gigi Dall’Aglio”
  13. Fondo “Alberto Dazzi”
  14. Fondo “Giorgio Ghirarduzzi”
  15. Fondo “Massimo Giuffredi”
  16. Fondo “Luciano Mazzoni”
  17. Fondo “Pier Paolo Novari”
  18. Fondo “Armando Palazzino”
  19. Fondo “Guido Pisi”
  20. Fondo “Tania Rocchetta” 
  21. Fondo “Tito Livio Rossi”
  22. Fondo “Alberto Rusconi”
  23. Fondo “Francesco Sciacco”
  24. Fondo “Marina Spora”
  25. Fondo “Donato Troiano”

26.  Fondo “Ugo Viani”

 

Le carte sono solo in parte ordinate e ancora mancano di mezzi di corredo.

Naturalmente, le operazioni di versamento non possono dirsi concluse: il Centro studi, infatti, è impegnato ad incrementare il numero delle donazioni da parte di chi fosse interessato al progetto.

 

Parma, 11 aprile 2003